settembre, 2012


Rise of the Dragon

All’interno di una buia e sinistra Los Angeles del 2053, la figlia del ripugnante sindaco Vincenzi è trovata morta in circostanze poco chiare: il primo cittadino assume quindi il detective privato William ‘Blade’ Hunter per indagare sul caso. Armato di una semplice pistola e dell’immancabile impermeabile marrone, Blade porterà alla luce un traffico di droga gestito dalla Mafia Cinese, dietro cui si cela un misterioso personaggio la cui vera natura potrebbe non appartenere a questo mondo.

Anno 1990. Lo stile Lucas non ha ancora riscritto definitivamente le regole dell’avventura grafica, e diverse software house sono libere di proporre la propria ‘interpretazione’ del genere. La Dynamix, già nota per titoli come “Mechwarrior” e “Red Baron”, viene acquisita dalla Sierra On-Line e si offre di dire la sua con un gioco a suo modo sperimentale che getta alcune basi che l’azienda avrebbe ripreso anche nelle future produzioni. (altro…)

Arriva l’Interessometro!

Volendo analizzare un videogioco modo un po’ diverso dalla solita recensione e cercando anche di assecondare la mia forma mentis, ho pensato di focalizzarmi su quelli che possono essere i ‘punti di interesse’ del titolo preso in esame. Nella fattispecie, si prova a stabilire se ci si trova o meno di fronte a qualcosa che possa aggiungere, innovare o perfezionare. Ancora, si tenta di contestualizzare l’analisi in base al target a cui si rivolge il videogioco e si osserva l’importanza che eventualmente può avere su un determinato pubblico. Infine, si stabilisce anche una ‘percentuale di interesse’, il tutto al di là della qualità stessa del titolo, che resta ai margini del discorso. Un approccio quasi ‘didattico’, diciamo: ed è così che nasce l’INTERESSOMETRO. (altro…)

Innocent Until Caught 2: Guilty

Tempi duri per Jack T. Ladd: durante un disperato – e demenziale – tentativo di furto (rubare da un camion del latte), il giovane ladruncolo viene colto in flagrante dalla tenace Ysanne Andropath, agente della polizia federale galattica, e condotto in manette sulla sua astronave. Nessuna cella, però, può tenere a bada il nostro Jack, che in poco tempo riesce a evadere; Ysanne, nel frattempo, svela una minaccia aliena proveniente da un remoto pianeta. Ai due non resterà quindi che siglare un’alleanza forzata e temporanea al fine di sventare il pericolo, cercando nel frattempo di ripulire, a uno a uno, gli altri pianeti in difficoltà.

Tentare di racimolare qualche entrata facile proponendo un sequel di un titolo di successo è la strategia preferita di molti produttori. “Innocent Until Caught” non era stato una hit irrinunciabile, ma si trattava di un’avventura spensierata e rassicurante che riusciva a divertire senza troppe pretese. È però con un approccio eccessivamente ‘di comodo’ che i Divide by Zero (con Andy Blazdell di nuovo a capo del progetto) si sono avvicinati a “Guilty: Innocent Until Caught 2” (anno 1995): nonostante qualche miglioria tecnica (ben poche, a dire il vero), il gioco risulta infatti un prodotto poco ispirato e tutt’altro che necessario, che perde il confronto anche con il – comunque non eccezionale – predecessore. L’impressione generale è che gli autori abbiano cercato di confezionare un prodotto in fretta e furia per far facilmente cassa in vista di un titolo più ambizioso (“The Orion Conspiracy”), curando alla bell’e meglio i vari aspetti.
Ma andiamo con ordine. (altro…)

SPOILER ALERT

      Data la natura di approfondi- mento degli articoli inclusi in questo sito, è piuttosto semplice incappare in diversi spoiler (comprese delle anticipazioni sul finale dei titoli trattati). Se siete in cerca di recensioni più classiche e spoiler free, fiondatevi su Adventure’s Planet.

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