ottobre, 2012


The Binding of Isaac

Uno shooter di elevatissima difficoltà in cui è impossibile salvare. Obbligo di ricominciare il gioco – e non solo il livello – da capo in caso di morte. Una totale randomizzazione di bonus e nemici che rende ogni partita diversa e più o meno ‘fortunata’. Grafica e sonoro ridotti ai minimi termini.
Questo è “The Binding of Isaac”, probabilmente l’espressione migliore di un certo settore della produzione indipendente rivolto ai veri smanettoni della tastiera, quelli in cerca di una vera sfida e incapaci di spaventarsi di fronte a una struttura, spesso frustrante, che richiede un deciso impegno nell’imparare ogni piccolo stratagemma. (altro…)

Another World

Fin dalla (bellissima) cover è possibile comprendere il setting di “Another World”: la silhouette di un uomo si staglia su un promontorio e abbraccia un brullo e – con ogni probabilità – ostile panorama; dietro di lui, una creatura cerca di tenere a bada una bestia.
Un esperimento scientifico andato male ha catapultato Lester (questo è il nome del protagonista, come si apprende esclusivamente dal manuale) in quel mondo alieno, in cui si materializza improvvisamente all’interno di una sorta di vasca (artificiale?). Non c’è tempo da perdere: il giocatore deve prendere in mano i controlli e tirar fuori Lester da lì. Ma prima di accorgersi che la mancanza d’aria può causare la sua dipartita, ecco spuntare anche dei famelici tentacoli in procinto di afferrarlo. Non appena si esce dall’acqua si scorgono per un attimo i canyon sconfinati e il cielo illuminato da due lune crescenti, ma esitare costerebbe la vita: si è infatti costretti ad allontanarsi di corsa o il mostro afferrerebbe l’uomo dal bordo della vasca. Ancora qualche passo e un’enorme bestia tenterà di fargli la pelle, inseguendolo fino a un precipizio. (altro…)

Fallout

Accostarsi a “Fallout” senza la riverenza che si prova verso i grandi classici è davvero impossibile. Fulgido esempio del genere, l’rpg della Interplay è un titolo figlio dei suoi tempi, quando era più frequente imbattersi in produzioni rivolte al cosiddetto target hardcore.
In effetti, tale natura rivela tanto i punti di interesse quanto i fattori che potrebbero, per così dire, respingere chi lo approccia oggi per la prima volta. (altro…)

The Misadventures of P.B. Winterbottom

Nonostante ancora oggi sia guardato con un certo sospetto, il digital delivery ha senza dubbio aperto le porte a una schiera di titoli indie fino a qualche tempo fa irrealizzabili e, soprattutto, impossibili da far arrivare al grande pubblico. Il rifugio per progetti di questo tipo era costituito esclusivamente dall’underground videoludico, quel terreno sconosciuto ai più nel quale si muovono tutt’ora diversi titoli amatoriali molto interessanti e sperimentali: purtroppo, per la loro stessa natura, tali produzioni devono accontentarsi di volare basso anche a causa dell’assenza di budget e di una vetrina adeguata. (altro…)

Last Express, The

Il servizio ferroviario dell’Orient Express (fondato dalla francese Compagnie Internationale des Wagons-Lits) cominciò nell’anno 1883, mirando a favorire il collegamento fra l’Europa l’Oriente e, nello specifico, tra la città di Parigi e l’antica Costantinopoli. Ovunque, il suo nome era sinonimo di lusso, e il suo successo portò ben presto ad estendere il servizio verso altri tragitti.
La risonanza fu tale che la linea ha provocato molte omonimie e ‘tentativi di imitazione’ anche da parte di compagnie private, e non si contano le opere di finzione che hanno utilizzato il treno come sfondo per vicende spesso oscure e misteriose. Fra gli esempi di maggior rilievo, si ricorda in primo luogo “Dalla Russia con Amore”, secondo film della saga di James Bond (in cui le eleganti carrozze fungono da teatro per la lunga fuga dell’agente segreto al servizio di Sua Maestà) e, soprattutto, uno dei romanzi gialli più famosi di Agatha Christie, che ha per protagonista l’investigatore belga Hercule Poirot (per noi videogiocatori esiste anche la trasposizione avventurosa “Agatha Christie: Assassinio sull’Orient Express”).
Ufficialmente, l’Orient Express è stato chiuso definitivamente nel 1977, ma esiste tutt’oggi un servizio che si fregia di questo nome, la cui corsa parte da Parigi e termina a Vienna.
Tralasciando le linee che nacquero successivamente, l’originale servizio dell’Orient Express fu interrotto in occasione dei due conflitti mondiali. (altro…)

To the Moon

La dottoressa Eva Rosalene e il dottor Neil Watts sono specializzati in un compito a dir poco particolare: entrare nel passato di persone in fin di vita e ‘innestare’ falsi ricordi al fine di soddisfare l’ultimo desiderio del morente. Il nuovo caso riguarda quello di Johnny Wyles, un uomo – ormai in coma – con il sogno, apparentemente inspiegabile, di andare sulla luna. Il lavoro dei due dottori è quindi quello di ‘riavvolgere’ la vita di Johnny attraverso dei link mnemonici fino ad arrivare alla sua infanzia, dove potranno scoprire il motivo del suo desiderio e iniziare a costruire l’impalcatura che sorreggerà il falso ricordo.

To the Moon”, realizzato quasi unicamente da Kao Gao (etichetta Freebird Games, 2011), è un titolo figlio dei suoi tempi, realizzabile solo in un tempo in cui il mercato indipendente è capace di dettare legge e stabilire trend, trasformando i limiti in punti di forza.
Si potrebbero infatti spendere fiumi di parole nel tentativo di elogiare la grafica minimale e il gusto rètro del gioco in oggetto, ma la verità è che la reale volontà dell’autore era quella di raccontare una storia. Il budget risicato non l’ha fermato: armato di un semplice tool (l’RPG maker, generalmente utilizzato per sviluppare giochi di ruolo), Kao Gao ha di fatto evitato una lunga serie di convenzioni videoludiche, scelto di non creare una sfida per il giocatore e sfruttato al meglio i limiti tecnici, riuscendo a realizzare un racconto intimista in cui non esistono supereroi, soldati armati di tutto punto o situazioni fantastiche.
Con i suoi enigmi praticamente assenti e i dialoghi verbosi, è quindi la storia al centro dell’intera produzione, pertanto è corretto bilanciare il focus della valutazione a favore di essa. (altro…)

Star Wars: Dark Forces

In seguito alla distruzione della prima Morte Nera, l’Impero Galattico dà il via a una serie di iniziative alternative per sconfiggere l’Alleanza Ribelle una volta per tutte. Una di queste è il progetto ‘Dark Trooper’ del generale Mohc, che consiste nella costruzione di una serie di droidi da battaglia letali e di potenti esoscheletri altamente equipaggiati come complemento o sostituzione delle classiche truppe d’assalto imperiali. L’Alleanza Ribelle spedisce quindi Kyle Katarn, mercenario ed ex agente dell’Impero, a indagare sulla faccenda.

La prima incursione della LucasArts nel campo degli sparatutto risale al 1995 ed è storicamente rivoluzionaria: “Dark Forces”, diretto da Daron Stinnett al suo esordio nella casa californiana (ma non va dimenticato il grafico Justin Chin, vero creativo dietro al progetto), simboleggia senza dubbio una delle tappe fondamentali per il genere, delineando una concreta direzione per molte produzioni future. (altro…)

Mafia 2

Tanti “Grand Theft Auto” ed emuli sono passati sotto i ponti dal primo, originale “Mafia” del 2002, e l’equivoco più comune per i giovani videogiocatori (molti dei quali ‘guadagnati’ con l’uscita multipiattaforma) è quello di considerare il titolo dei 2K Czech come ‘l’anti GTA 4’ per eccellenza. A differenza dell’estasi di libertà garantita dai prodotti Rockstar, per apprezzare “Mafia 2” è infatti necessario comprendere e accettare la struttura free roaming di facciata e lasciarsi trasportare da eventi in realtà molto lineari, che lasciano spazio a pochissime divagazioni perlopiù accessorie. (altro…)

Stacking

Il capofamiglia degli umili Blackmore è raggiante per aver ottenuto un buon posto di lavoro per conto di un potente industriale, noto come ‘il Barone’. Ma quando il padre non fa più ritorno, il perfido magnate viene a riscuotere dalla famiglia, costringendo ai lavori forzati tutti i figli meno il piccolo Charlie, considerato troppo giovane. Armato solo di un’imprevedibile e sottovalutata arguzia, l’ultimogenito dei Blackmore parte per una grande avventura nel tentativo di liberare i fratelli dalle grinfie del Barone.

In seguito ai grossi sforzi di produzione relativi a “Psychonauts” e “Brutal Legend”, la Double Fine sceglie di cambiare strategia e di affidarsi a una serie di brevi prodotti a basso budget ideati per il mercato – oramai affermato – del digital delivery, con l’implicita richiesta di dribblare le difficoltà economiche con slanci di creatività.
Stacking” di Lee Petty (2011) è un esempio perfettamente riuscito in questo senso. (altro…)

SPOILER ALERT

      Data la natura di approfondi- mento degli articoli inclusi in questo sito, è piuttosto semplice incappare in diversi spoiler (comprese delle anticipazioni sul finale dei titoli trattati). Se siete in cerca di recensioni più classiche e spoiler free, fiondatevi su Adventure’s Planet.

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