novembre, 2012


Wing Commander

In a distant future, mankind is locked in a deadly war…: cosa ricorda questo incipit?
Che l’autore di “Wing Commander”, Chris Roberts, volesse creare il ‘suo’ “Star Wars” è evidente fin dalla brevissima intro. Ma l’intento, videoludicamente parlando, va oltre, accarezzando l’idea di film interattivo: il giocatore conduce una vita all’interno dell’ambiente di gioco, affiancandola agli scontri nello spazio, e le sue prestazioni in battaglia fanno evolvere diversamente l’intreccio narrativo.
Il plot è semplice: gli umani, non si sa come né perché, sono coinvolti in un lungo conflitto contro i Kilrathi, una razza aliena dalle caratteristiche feline. Non serve sapere altro, il pretesto è servito: l’unica speranza per i terrestri consiste in valorosi ‘Top Gun’ di diversa etnia che vivono in enormi astronavi madri e combattono i perfidi nemici pilotando piccoli caccia spaziali. (altro…)

Flight of the Amazon Queen

È l’anno 1949. Dopo essere sopravvissuti a una rocambolesca quanto demenziale avventura, Joe King, un pilota di aerei a noleggio, e il suo sidekick Sparky ottengono un nuovo incarico: accompagnare la famosa diva hollywoodiana Faye Russel in Amazzonia per un servizio fotografico. Sorte vuole che l’aereo precipiti a causa di un fulmine e il simpatico trio si trovi bloccato nel mezzo della giungla, impossibilitati a comunicare con l’esterno. La loro avventura li condurrà ad affrontare un perfido scienziato pazzo, il dr Ironstein, deciso a dominare il mondo trasformando tutte le amazzoni in dinosauri (?).

Seguendo la falsariga tracciata dai titoli lucasiani, la Interactive Binary Illusions sforna il suo primo adventure nel 1995. Umorismo, dialoghi brillanti, citazionismo: “Flight of the Amazon Queen” non inventa nulla, rifacendosi a rodati elementi di successo, ma gli ingredienti sono dosati con sapienza e intelligenza. (altro…)

Eternally Us disponibile gratuitamente in italiano

Innanzitutto, una comunicazione di servizio: colto da un’improvvisa epifania circa il reale significato del termine ‘movida’, ho aperto una pagina Facebook per lo Gnupick’s Corner. Mi è sembrata una buona idea per segnalare comodamente i vari aggiornamenti e magari per postare news o intavolare discorsi senza dover ogni volta agire sul sito. Fra l’altro in questi giorni credo (anzi, spero) di poter dare qualche notizia importante, per cui tenete drizzate le antennine. Inoltre, la pagina Facebook è utile per avere un filo diretto con quei quattro gatti che mi seguono, per cui – proprio perché siete quattro gatti – iscrivetevi, fate i bravi. We have cookies. (altro…)

Interstate ’76

Mai scendere dall’auto: questo è il promemoria che un abitante delle zone a sud-ovest dell’America settentrionale conosce fin troppo bene. O almeno, dell’America alternativa dipinta dalla Activision in “Interstate ‘76”: un mondo divorato dalla criminalità in cui le forze dell’ordine sono invase dal cancro della corruzione e resta solo un gruppo di sparuti ostinati – noti come ‘I Vigilanti’ – a difendere la legge su veicoli da battaglia. (altro…)

Wing Commander: Attacco alla Terra

Nell’anno 2654, i terrestri sono impegnati in una lunga e sanguinosa guerra contro una razza aliena nota come ‘Kilrathi’. Quando l’avamposto Pegasus viene attaccato, i malvagi invasori extraterrestri entrano in possesso di un Nav-Com, un sistema di navigazione capace di tracciare rotte intergalattiche fino all’ultimo baluardo degli umani, la Terra. Le speranze di impedire l’attacco sono riposte nelle forze della Confederazione e nei suoi valorosi piloti, fra cui i nuovi arrivati Christopher Blair e Todd ‘Maniac’ Marshall.

Che “Wing Commander IV: The Price of Freedom”, l’ultimo capitolo della serie diretto da Chris Roberts, fosse più un film che un videogioco era chiaro a tutti. Il passaggio al grande schermo sembrava così un passo obbligato, e la presenza del creatore originale come regista e co-sceneggiatore (primo caso per quanto riguarda le trasposizioni videogioco-film) appariva come una garanzia di qualità: “Wing Commander: Attacco alla Terra”, adattamento su pellicola della sua personale space opera, segnava quindi l’ingresso di Roberts nel mondo del cinema, fra difficoltà produttive e budget ridotto. (altro…)

Mean Streets

Tex Murphy è il tipico investigatore privato in impermeabile dall’aria di chi fa continuamente a cazzotti con la vita e snocciola riflessioni amare sull’esistenza: non vive però nell’America della Grande Depressione, ma in una post-apocalittica e radioattiva San Francisco governata dalla tecnologia e dagli eccessi. Tex viene assunto da Sylvia Linksy per indagare sulla morte del padre Carl, un professore universitario: la polizia pensa a un tipico caso di suicidio, ma la ragazza ritiene che si sia trattato di omicidio. Investigando su e giù lungo la costa orientale degli Stati Uniti, il nostro detective porterà alla luce un disegno che va ben oltre la morte di un solo uomo, e che metterà in bilico il destino del mondo.

La Access Software, casa americana fondata nel 1983 con sede a Salt Lake City, fa il suo esordio nel mondo delle avventure grafiche nell’89 con “Mean Streets”, titolo che avrebbe dato il via a una delle serie più note del genere. Scritto e diretto dai due fondatori dell’azienda, Bruce Carver e Chris Jones (insieme a Brent Erickson), il gioco è in realtà caratterizzato da un gameplay misto, retaggio di un periodo estremamente sperimentale per gli adventure. (altro…)

SPOILER ALERT

      Data la natura di approfondi- mento degli articoli inclusi in questo sito, è piuttosto semplice incappare in diversi spoiler (comprese delle anticipazioni sul finale dei titoli trattati). Se siete in cerca di recensioni più classiche e spoiler free, fiondatevi su Adventure’s Planet.

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