dicembre, 2012


Lure of the Temptress

La cittadina di Turnvale è soggiogata dalla maga Selena e dai suoi perfidi scagnozzi, gli Skorl. L’umile contadino Diermot combatte dalla parte del re, ma in seguito a una goffa caduta da cavallo viene catturato dagli Skorl e rinchiuso in una squallida cella. Grazie a un giullare di nome Ratpouch, anch’egli imprigionato, Diermot riesce a evadere. Giunto in città, decide di complottare col gruppo di resistenza locale per sconfiggere Selene, anche perché fra loro milita una giovane, Goewin, che ha attirato le attenzioni del nostro eroe.

Opera prima degli inglesi della Revolution, “Lure of the Temptress” è un’avventura che si proponeva di competere con gli iper blasonati titoli di LucasArts e Sierra. Charles Cecil, fondatore del team e capo progetto, sapeva perfettamente che sfidare i due colossi sul loro stesso campo era un’impresa improponibile, quindi cercò di puntare su un’ambientazione più particolare: alle distese favolistiche ed erbose di “King’s Quest” preferì un fantasy medievale dai contorni macabri, sebbene infarcito di umorismo. Oltre a ciò, il gioco avrebbe vantato un paio di innovazioni di carattere tecnico: la possibilità di risolvere enigmi in coppia col proprio compagno, impartendo ordini e consegnando oggetti, e, soprattutto, la prova sul campo del loro engine proprietario, il Virtual Theatre. (altro…)

Heart of China

Il ricco magnate Lomax III assume un eroe della Grande guerra, il pilota di aerei da combattimento Jake ‘Lucky’ Masters, per un incarico a dir poco pericoloso: liberare la figlia Kate dalle grinfie del perfido e potente Li Deng. Per ‘convincere’ il giovane ad accettare, Lomax prende in ostaggio la sua compagnia di aerei import/export, offrendo poi un ingaggio di 200.000 dollari destinato a scalare progressivamente a ogni giorno di ritardo. Senza altra scelta se non quella di assecondare il riccone, Lucky parte all’avventura, non prima però di aver coinvolto nella missione il misterioso ninja Zhao Chi…

A un anno dal convincente “Rise of the Dragon”, la Dynamix e il suo autore Jeff Tunnell tornano a riproporre la propria interpretazione di adventure con “Heart of China”: pur modificando drasticamente il setting e il mood generale, infatti, il gioco segue il solco tracciato dal suo predecessore presentando non poche analogie con esso, in particolar modo riguardo al game design.
“Heart of China” conserva la visuale in prima persona e l’interfaccia di “Rise of the Dragon” ma, nonostante sia assente l’orologio che scandiva il progredire dell’avventura di Blade Hunter, il fattore temporale resta di cruciale importanza: questa volta lo scorrere del tempo viene però calcolato in base al numero di azioni e ai malus che vengono inflitti se si compie la scelta errata. È ancora possibile ‘perdere’ nei più svariati modi (specie in seguito a un dialogo andato storto) e il pericolo ‘vicolo cieco’ è dietro l’angolo (ma il gioco – abbastanza correttamente – spiattella il the endpoco dopo, senza far girare a vuoto per troppo tempo), ma diversi errori vengono invece puniti con una ‘perdita di tempo’ che fa diminuire il compenso finale del nostro Lucky e che, alla lunga, può condurre a un finale meno soddisfacente. (altro…)

Trailer e lancio di Shadow(s) on the Vatican – Atto II: Ira

Ritengo che la trasparenza passi anche attraverso l’assunzione delle responsabilità, ed è inutile nascondersi dietro a un dito: il progetto “Shadow(s) on the Vatican” è stato caratterizzato da diversi errori. Realizzare e distribuire un videogioco è un processo arduo e difficile, specialmente se lo si affronta con pochi mezzi e, in larga parte, a distanza. Più di tutto, per alcuni si tratta di un’autentica prova di nervi, un lavoro spesso solitario in cui ci si chiede continuamente se, alla fine, il (video)gioco varrà la candela. In cui, di fronte ai mille problemi, si è sempre a un passo dal mollare tutto. (altro…)

Gabriel Knight 2: The Beast Within

In seguito agli oscuri omicidi voodoo narrati in “Gabriel Knight: Sins of the Fathers”, lo scrittore Gabriel Knight si è trasferito da circa un anno in Germania, a Rittersberg, all’interno della ex dimora dello zio Wolfgang Ritter. Nel castello, appartenuto alla famiglia da generazioni, Gabriel accetta con riluttanza il suo pesante retaggio da Schattenjager (‘Cacciatore di Ombre’), cercando nel frattempo la solitudine necessaria per lavorare al suo prossimo libro.
Una sera, però, il signor Huber bussa alla porta del castello chiedendo aiuto a Gabriel, considerato lo Schattenjager in carica dopo la morte di Wolfgang: pare infatti che dalle parti di Monaco si aggiri una terribile creatura, già autrice di diversi omicidi. Secondo Huber, ciò che rende questo caso adatto a un Cacciatore di Ombre è la possibilità che la suddetta creatura possa essere un licantropo.
Gabriel, pur con un certo scetticismo, decide di occuparsi del problema e si trasferisce alla fattoria degli Huber, non prima di aver aggiornato e rassicurato la sua amica Grace Nakimura, rimasta a New Orleans a occuparsi della sua libreria. Ma il giovane Schattenjager non ha previsto che il caso si rivelerà molto più pericoloso del previsto, e avrà bisogno ben presto di tutto l’aiuto dell’intelligente studentessa, la quale, in ogni caso, proprio non accetta di essere lasciata in disparte… (altro…)

Blackwell Legacy, The

Joey è lo spettro della famiglia Blackwell da tre generazioni: suo malgrado, è costretto ad accompagnare l’erede di turno lungo l’intera esistenza, come una sorta di perpetuo spirito guida. Riservata e solitaria, Rosangela – l’ultima dei Blackwell – si vede quindi obbligata non solo ad accettare il suo dono/maledizione, ma ad affrontare quella che diventerà la sua missione di vita: risolvere i travagli delle anime in pena rimaste bloccate nel mondo terreno e ‘traghettarle’ nell’aldilà.

The Blackwell Legacy” (2006, Wadjet Eye) è il primo titolo commerciale dell’autore newyorkese Dave Gilbert (se si esclude il mezzo passo effettuato con la versione deluxe di “The Shivah”) e rappresenta, in effetti, il remake esteso di un altro prodotto realizzato tre anni prima dal medesimo artefice, rivolto però al mercato freeware (“Bestowers of Eternity”). (altro…)

Gabriel Knight: Sins of the Fathers

Nei meandri della oscura e multietnica New Orleans, una serie di delitti, misteriosi quanto efferati, sembrano in qualche modo ricondurre al voodoo. La polizia pensa che la magia nera non sia altro che un bluff, uno specchietto per le allodole volto a mascherare una semplice faida fra organizzazioni criminali di rango elevato.
Gabriel Knight, uno squattrinato scrittore di romanzi di dubbia qualità, è anche il proprietario di una piccola libreria gestita dalla acida ma fedele ‘segretaria’ Grace Nakimura. Gli omicidi sembrano uno spunto perfetto per il suo prossimo libro (se mai lo terminerà), quindi avvia un indagine privata per scoprire qualche dettaglio in più, confidando anche nel prezioso ma inconsapevole aiuto di un suo vecchio amico, l’imbolsito detective Mosely. (altro…)

SPOILER ALERT

      Data la natura di approfondi- mento degli articoli inclusi in questo sito, è piuttosto semplice incappare in diversi spoiler (comprese delle anticipazioni sul finale dei titoli trattati). Se siete in cerca di recensioni più classiche e spoiler free, fiondatevi su Adventure’s Planet.

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