agosto, 2013


Laura Bow: The Colonel’s Bequest

New Orleans, 1925. La giovane studentessa Laura Bow viene invitata dall’amica Lillian a partecipare a una cena organizzata da suo zio, l’attempato ex colonnello Henry Dijon, all’interno della spettrale e isolata villa in cui vive. Durante il pasto il burbero padrone di casa comunica a tutti gli ospiti – parenti e amici – di aver disposto le sue ultime volontà: tutto il suo enorme patrimonio verrà diviso equamente fra i presenti al ricevimento – Laura esclusa.
Come da copione, fra gli invitati circolano veleni e invidie, e lo stesso ricco anfitrione non è visto di buon occhio. In un setting del genere non sorprende del tutto la scoperta di un omicidio: Laura, armata di taccuino e spirito d’osservazione, si prepara quindi a ficcanasare all’interno della ragnatela di intrighi, cercando – nel contempo – di sopravvivere alla notte. (altro…)

Undercover: Dual Motives

Siamo nel 1938, l’Europa è sull’orlo della più sanguinosa guerra della storia e regna un tesissimo e crescente clima di sospetto. Il fisico John Russell – insieme ad altri luminari dei più svariati campi scientifici – lavora a progetti top secret, per conto del governo inglese, all’interno di un istituto di ricerca supervisionato dal direttore sir Williams. Quando il professore viene ingiustamente accusato di spionaggio, non gli resta che tentare di scagionarsi il prima possibile. Per fortuna, troverà una fidata alleata: la bionda segretaria di sir Williams, Audrey.

Undercover: Dual Motives” (anno di uscita 2007, comparso in Italia l’anno successivo) è il secondo capitolo ufficiale – e quindi non una semplice conversione – della serie di “Undercover”, inaugurata dalla teutonica Sproing nel 2006 con “Undercover: Operation Wintersun“. A sorpresa, però, questo episodio non è edito sulla macchina di gioco originale della saga (il PC), ma è pubblicato su Nintendo DS. Il rischio di ‘tradire’ i fedeli del primo “Operation Wintersun” è però scongiurato dal fatto che “Dual Motives” è un ‘prequel’ completamente sganciato dall’episodio precedente (a parte il protagonista, viene ripreso unicamente il personaggio del colonnello Travers): una storia totalmente a sé, quindi, in cui l’ambientazione fa da apripista a quella rappresentata nel titolo originale. (altro…)

Flashback: The Quest for Identity

Durante la prima metà degli anni ’90, riuscire a fermare l’inarrestabile corazzata di game designer francesi, capace in brevissimo tempo di rivoluzionare estetica e gameplay del mondo videoludico, era praticamente impossibile.

In tale contesto, materiale per far vibrare l’Interessometro di certo non manca, e lo stesso deve aver pensato Paul Cuisset, game designer principale della Delphine Software, che nel ’92 sfornò “Flashback: The Quest for Identity”. Ispirandosi pesantemente ai due action adventure di riferimento, “Prince of Persia” di Jordan Mechner e “Another World” di Eric Chahi, l’autore francese realizza un titolo che con una certa sfacciataggine pesca a piene mani idee e concetti dai suoi illustri predecessori. (altro…)

Lego Indiana Jones: Le Avventure Originali

Il professor Henry ‘Indiana’ Jones Junior è un docente di archeologia del Marshall College, Connecticut (Stati Uniti). È apprezzato dagli studenti (a causa del suo fascino, soprattutto dalla studentesse), e ha pochi fidati amici, fra cui il direttore del National Museum e decano del College, Marcus Brody, e uno scavatore egiziano, Sallah.
Questo, almeno, è ciò che accade ‘part-time’. In realtà, per gran parte del tempo, Indiana Jones mette da parte gli occhiali da vista e la giacca di tweed per indossare cappello di feltro e frusta da battaglia, e andare in giro per il mondo a rinvenire manufatti antichi appartenenti a civiltà perdute.
Lego Indiana Jones: Le Avventure Originali” (“The Original Adventures” in originale) ripercorre le avventure che hanno reso famoso Indiana Jones attraverso una rivisitazione in chiave Lego delle pellicole degli anni ’80 dirette da Steven Spielberg, che hanno costruito attorno al personaggio ideato da George Lucas una sorta di emblema dell’Avventura (intesa nel senso più profondo del termine). (altro…)

Undercover: Operation Wintersun

La seconda guerra mondiale è uno scenario tipico nel mondo dei videogiochi: il conflitto, culminato nel terribile Olocausto, è un periodo (sovra)sfruttato in particolar modo dagli sparatutto in soggettiva, che riescono a ricreare con una certa cura le battaglie campali contro le armate del Terzo Reich. Si tratta inoltre di un’ambientazione, piuttosto nota e radicata, che si confà particolarmente alle esigenze di gameplay degli FPS, i quali possono cogliere al volo l’opportunità di mettere in scena ciò che in fondo si riduce semplicemente al solito scontro ‘buoni (Alleati) contro cattivi (Nazisti)’.
In generale, un linguaggio videoludico intrinsecamente più narrativo – come quello delle avventure grafiche – è in grado di sviluppare tale soggetto in forma diversa, rifiutando lo stereotipo (soluzione comoda negli FPS) e, almeno teoricamente, donandogli una maggiore profondità emotiva e narrativa. Curiosamente, forse a causa del tema delicato, le avventure ambientate durante la seconda guerra mondiale latitano un tantino: “Undercover: Operation Wintersun” tenta di porvi rimedio. Purtroppo, però, senza convincere. (altro…)

Stranglehold

L’inflessibile e navigato ispettore Tequila, in barba agli ordini del Capitano Lee, affronta insieme alle sue ‘due amiche’ (una coppia di pistole) un caso che riguarda il rapimento di un poliziotto. Dopo aver scoperto di essere ormai in ritardo per salvare la vita del collega, Tequila insegue i responsabili fino ad arrivare al capo della Dragon Claw, lo spietato Wong. Il boss lo avverte che l’assassinio è stato in realtà perpetuato dalla Golden Kane, la Mafia Russa che tiene in ostaggio sua figlia (nonché ex moglie di Tequila) e sua nipote. Tequila, ingaggiato da Wong (che, oltre a essere un membro della Triade, è anche un nemico personale del nostro eroe), si fionda quindi a Chicago, dove ha sede la Golden Kane. Ma non tutte le cose sono come sembrano, e forse, alla fine di questa storia, il ‘body count’ sarà più alto del previsto… (altro…)

Hard Boiled

L’ispettore Yuen ‘Tequila’ è uno sbirro di Hong Kong che non va molto per il sottile. In seguito a un caso finito male, in cui ha perso il suo migliore amico e ucciso per errore un poliziotto sotto copertura, è ora sulle tracce di Johnny Wong, implacabile signore del crimine della Triade. Tequila individua in uno dei suoi sgherri, Alan, un solido collegamento con Wong. Alan, però, si rivela un agente infiltrato nella gang di Wong per porre fine al suo dominio: ben presto fra lui e Tequila si formerà una difficile alleanza che li condurrà a vedersela con la pericolosa Triade e col più duro degli scagnozzi di Wong, il temibile Mad Dog.

L’espressione hard boiled deriva da un genere letterario parente del più generico noir: portato alla ribalta da Raymond Chandler con il suo Philip Marlowe (si parla della fine degli anni ’30), l’hard boiled si contraddistingue da vicende che sono solite avere come protagonista un detective privato ‘che fa a cazzotti con la vita’, che ama gli alcolici e che usa circondarsi di donne bellissime ma letali. (altro…)

Videogiochiamo al dottore?

        La funzione del sesso nel mondo dei videogiochi.
Avete mai provato a chiedere alla ragazza dietro al banco di un bar un cornetto alla crema, accompagnato da un buon caffè caldo? Anzi, meglio, bollente?
Beh, non vi ha poi invitato a casa sua?
Allora le ipotesi sono due:
a) la signorina non è una videogiocatrice;
b) la censura a “Grand Theft Auto: San Andreas” ha ottenuto l’effetto sperato.

Il sesso è sempre un argomento difficile da trattare. Nel mondo dei videogiochi, poi, lo è decisamente di più. (altro…)

Hotel Dusk: Room 215

Kyle Hyde, un ex poliziotto ora venditore per l’azienda Red Crown, approda all’Hotel Dusk con l’obiettivo di svolgere un lavoro per conto del suo capo, riguardante il recupero di alcuni oggetti particolari. Il suo lavoro non lo soddisfa, ma tre anni prima si è sentito in dovere di lasciare la polizia in seguito al tradimento del suo ex collega, Brian Bradley: da allora, Kyle è ossessionato dalla sua ricerca, al fine di scoprire i motivi del suo voltafaccia. Pagando il soggiorno per una notte (gira voce che la sua camera, la numero 215, faccia avverare i desideri), scopre (casualmente?) proprio all’interno dell’albergo alcuni indizi relativi all’amico scomparso, fra cui un legame con una giovane ragazzina che ha perso l’uso della parola, Mila. A complicare le cose, viene alla luce che sei mesi prima un uomo si è firmato col nome di Kyle, prendendo una camera. All’interno dell’ambiguo e misterioso Hotel Dusk, i misteri proprio non mancano… (altro…)

Super Mario Bros.

Sono in molti a pensare che i lungometraggi tratti dai videogiochi non siano mai all’altezza del modello ispiratore. A giudicare dai generali risultati, in effetti, non c’è molto da stare allegri.
Realizzate da ‘autori’ che nulla hanno a che vedere con il prototipo e gestite come se fra videogiochi e cinema non ci fosse poi molta differenza, tali pellicole valgono spesso come metodi più o meno furbi per spremere i fanatici,  attirati per inerzia al cinema a guardare il loro gioco preferito sullo schermone.
Che piaccia o meno, tutto è cominciato da qui. (altro…)

Tomb Raider (2013)

Durante una spedizione archeologica volta a raggiungere il mitico Regno Yamati, la nave Endurance finisce all’interno del Triangolo del Diavolo, dove una violentissima tempesta scaglia l’equipaggio su un’isola misteriosa. Fra i sopravvissuti c’è la giovane e inesperta Lara Croft, fresca di laurea in archeologia. Con la sola forza della disperazione, la ragazza va in cerca dei naufraghi ma si imbatte nei pericolosi isolani del luogo, adoratori di Himiko, regina del Regno Yamati.

L’originale “Tomb Raider” (1996) fu pesantemente influenzato, nelle meccaniche di gameplay, da quel “Prince of Persia” (1989) che contribuì a definire il concetto di arcade-adventure. L’ideale chiusura del cerchio avvenne con il reboot “Le Sabbie del Tempo” (2003) in cui il Principe sembrava più di una volta rifarsi alle gesta e alle acrobazie della sinuosa avventuriera. Questa volta è invece la serie creata dalla Core Design a riscuotere il debito, pescando elementi in modo più o meno palese dalla trilogia di “Uncharted” dei Naughty Dog, a sua volta in parte ispirata proprio dalle avventure di miss Croft. (altro…)

SPOILER ALERT

      Data la natura di approfondi- mento degli articoli inclusi in questo sito, è piuttosto semplice incappare in diversi spoiler (comprese delle anticipazioni sul finale dei titoli trattati). Se siete in cerca di recensioni più classiche e spoiler free, fiondatevi su Adventure’s Planet.

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