{"id":2370,"date":"2014-07-06T02:43:08","date_gmt":"2014-07-06T00:43:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.hexence.com\/gnupick\/?p=2370"},"modified":"2014-07-06T19:04:28","modified_gmt":"2014-07-06T17:04:28","slug":"amnesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hexence.com\/gnupick\/amnesia\/","title":{"rendered":"AMNESIA (racconto w.i.p.)"},"content":{"rendered":"<p>Conosco il mio futuro. Nei dettagli.<br \/>\nA volte, per\u00f2, non \u00e8 abbastanza.<br \/>\nSo il mio nome solo perch\u00e9 qualcuno lo pronuncer\u00e0 fra\u2026 ventisette minuti esatti, direi. Ma non ho memoria di quello che \u00e8 successo prima di due minuti fa &#8211; quando mi sono risvegliato in questo letto scomodo.<br \/>\n<i>Amnesia<\/i>. \u00c8 questo il termine che mi risuona nella testa, segno che almeno ricordo alcune parole. Pur non rammentando di essere malato.<!--more--><br \/>\nCosa ho fatto un anno fa? Non ricordo. Il mese scorso, oppure ieri? Non so. Non ho ricordi della mia vita prima che riaprissi gli occhi, stamane.<br \/>\nS\u00ec, \u00e8 mattina, riesco a scorgere una luce pallida filtrare attraverso la finestrella in alto.<br \/>\nSono agitato. Devo calmarmi. Riflettere. Pensare, cercare di ricordare.<br \/>\nNulla.<br \/>\n\u00abSveglio?\u00bb mi dice una voce; \u00e8 l\u2019uomo al mio fianco, nella stessa camera. Ha un che di familiare. E anche il suo tono: gracchiante e scorbutico.<br \/>\n\u00abS\u00ec\u2026\u00bb rispondo, massaggiandomi la testa.<br \/>\n\u00abSpero non te la sia presa, per ieri\u2026\u00bb dice, come se attendesse qualcosa.<br \/>\nIeri. Cosa avr\u00f2 fatto ieri?<br \/>\nL\u2019uomo scoppia a ridere rumorosamente. \u00abNessun nodo alla proboscide, vero?\u00bb. Tossisce fra una risata sguaiata e l\u2019altra.<br \/>\nMi prende in giro: evidentemente conosce il mio problema.<br \/>\nMa come ci sono finito qui?<br \/>\n\u00abCome\u2026\u00bb provo a dire, ma vengo interrotto nuovamente dalla risata dell\u2019uomo. \u00c8 corpulento e molto alto. Sarei quasi intimorito da lui, se non fosse che ho altro di cui preoccuparmi.<br \/>\n\u00abSai\u2026 \u00e8 uno spettacolo guardarti ogni volta con quell\u2019aria\u2026\u00bb dice, soffocando l\u2019ennesima risata.<br \/>\nNon \u00e8 il primo giorno che mi sveglio in questo posto, quindi.<br \/>\nMa s\u00ec, \u00e8 naturale: non poteva che essere cos\u00ec. Ma perch\u00e9 sono qui?<br \/>\nRiflettere, devo riflettere.<br \/>\nSono diverso. Diverso dagli altri, voglio dire. Non a tutti \u00e8 concesso di guardare avanti nel tempo, di sapere cosa accadr\u00e0. Io so perfettamente cosa mi succeder\u00e0 fra pochi minuti.<br \/>\nSi dice che se si fosse in grado di guardare nel futuro, sarebbe possibile anche modificarlo a proprio piacimento.<br \/>\nSar\u00e0, ma io so di non poterlo cambiare. Tutto si svolger\u00e0 esattamente come ho visto.<br \/>\n<i>\u201cSi dice che\u2026\u201d<br \/>\n<\/i>Strano, rammento alcuni dettagli di fondo, ma non ricordo neanche che aspetto ho\u2026<br \/>\nAnche io sono sovrappeso, grosso quasi quanto il mio compagno. Mi tocco le guance: ho la barba, piuttosto lunga. Di due settimane, direi. Chiss\u00e0 di che colore sono i miei occhi, o qual \u00e8 la forma della mia bocca\u2026<br \/>\nNo, non mi aiuta. Devo scavare di pi\u00f9.<br \/>\nL\u2019agitazione: ecco che ritorna. Ritorna quando rifletto sul futuro. Mi impedisce di pensare.<br \/>\n\u00abPerch\u00e9 sono qui?\u00bb domando, tentando di essere il pi\u00f9 deciso possibile.<br \/>\n\u00abTe l\u2019ho detto circa\u2026 non so, vedi orologi in giro?\u00bb. Ha sempre quel sorrisetto stampato in volto.<br \/>\n\u00abFacciamo un\u2019oretta fa, prima che ti riaddormentassi\u00bb continua. \u00abStessa risposta alla stessa domanda che fai ogni giorno risvegliandoti da quel letto\u00bb.<br \/>\nQuesto vuol dire che, quando mi addormento, dimentico tutto quello che \u00e8 accaduto prima di chiudere gli occhi.<br \/>\nDio\u2026<br \/>\nNon posso crederci: il mio passato\u2026 tutto il mio passato \u00e8 labile. Legato a una veglia che non pu\u00f2 essere infinita.<br \/>\n\u00abNo, non te lo dir\u00f2 di nuovo\u00bb bofonchia ancora l\u2019uomo, con un mezzo sorriso di superiorit\u00e0.<br \/>\nGuardo ancora nel futuro: scopro che nessuno mi dir\u00e0 il motivo per il quale mi trovo qui.<br \/>\nMa perch\u00e9?<br \/>\nAgitazione.<br \/>\n\u00abPerch\u00e9\u2026?\u00bb provo a dire, tentando di rialzarmi. Barcollo: cerco di espandere le percezioni verso il passato, inutilmente.<br \/>\n\u00ab<i>Perch\u00e9?<\/i> Non lo <i>ricordi<\/i>?\u00bb risponde, riprendendo a ridere.<br \/>\n\u00abDevo sapere perch\u00e9 sono finito qui\u00bb insisto, guardandomi attorno e scorgendo solo desolazione.<br \/>\nE silenzio.<br \/>\nMi guarda ancora, senza dire nulla. Poi mi volta le spalle, indifferente.<br \/>\nIl tempo sta per scadere. Presto saranno qui, devo sbrigarmi.<br \/>\nLo aggredisco alle spalle, bloccandogli le braccia. \u00abDevo saperlo, subito!\u00bb<br \/>\n\u00abNo\u2026\u00bb risponde ancora, stringendo i denti.<br \/>\nLo spingo con forza contro il suo letto. Sbattendo contro il ferro emette un grido, poi rotola a terra.<br \/>\n\u00abHo bisogno di saperlo\u00bb gli ripeto.<br \/>\nSi massaggia la spalla colpita. \u00abNo, invece. Non ne hai bisogno\u00bb. Ha smesso di sorridere.<br \/>\nSono qui\u2026 sono vicinissimi.<br \/>\n\u00abNon puoi ricordarlo, ma sei stato tu stesso a dirmi di non rispondere pi\u00f9 alla tua domanda\u00bb.<br \/>\nSento i loro passi.<br \/>\n\u00abMi hai detto che non avresti voluto sapere nulla. \u00c8 proprio per questo che ti sei riaddormentato: per dimenticare\u00bb.<br \/>\nComincio a capire: devo sedermi. I passi mi risuonano nella testa.<br \/>\n\u00ab\u00c8 stata la tua richiesta. Un\u2019ora fa me l\u2019hai confermata per l\u2019ultima volta: preferisci non saperlo. Mi hai fatto giurare\u00bb.<br \/>\n\u00c8 cos\u00ec, ha ragione, ora si spiega tutto. La testa mi gira, ora che finalmente ho compreso.<br \/>\nHo fatto qualcosa di orribile, e ho preferito non sapere cosa.<br \/>\nFra poco saranno qui\u2026<br \/>\nMi faranno uscire da questo posto e poi far\u00f2 qualche passo mentre il prete reciter\u00e0 l\u2019elegia. Sar\u00f2 scortato. Rester\u00f2 in silenzio per tutto il tempo.<\/p>\n<p>Mi chiamo Stephen Alexandrovic.<br \/>\nLa mia morte mediante iniezione letale avr\u00e0 luogo fra nove minuti. Chiuder\u00f2 per l\u2019ultima volta gli occhi alle ore 9:24.<br \/>\nDopodich\u00e9 ci sar\u00e0 il buio: non solo alle mie spalle, ma anche dinanzi a me.<br \/>\nIl mio ultimo desiderio \u00e8 stato non venire mai a conoscenza del motivo della mia condanna. Anche il mio compagno di cella \u00e8 stato di parola.<br \/>\nPrima di morire sussurrer\u00f2 un nome. Il nome di un uomo. Non so chi sia. Mio padre? Mio fratello? La mia vittima?<\/p>\n<p><i>Nolk<\/i>. Un altro termine ignoto e sconosciuto che riaffiora nella mia mente.<\/p>\n<p>Conosco il mio futuro, ma non ho memoria del mio passato.<br \/>\nForse, qualche volta, \u00e8 meglio cos\u00ec.<\/p>\n<p align=\"right\"><i>[8\/10\/2005]<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conosco il mio futuro. Nei dettagli. A volte, per\u00f2, non \u00e8 abbastanza. So il mio nome solo perch\u00e9 qualcuno lo pronuncer\u00e0 fra\u2026 ventisette minuti esatti, direi. Ma non ho memoria di quello che \u00e8 successo prima di due minuti fa &#8211; quando mi sono risvegliato in questo letto scomodo. 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