Dicembre, 2014


Longest Journey, The

TLJ_coverL’Equilibrio fra i mondi di Stark e Arcadia è in bilico a causa dell’Avanguardia, una potente e oscura organizzazione che mira alla riunificazione dei due universi. Sotto gli occhi dell’ignara popolazione, le fazioni in contrasto tentano da una parte di provocare una guerra che sembra inevitabile, dall’altra di evitarla. April Ryan, una giovane studentessa di Stark perseguitata da strani sogni fantastici, è inconsapevole di avere un ruolo cruciale negli eventi in arrivo: in lei risiede infatti il potere dello ‘Shifting’, un’abilità unica che le permette di viaggiare fra i due mondi. Confusa ma determinata, la ‘Viaggiatrice’ April dovrà prima scoprire la verità sulla sua missione e poi partire per un lungo viaggio che dimostrerà se è davvero l’eroina che tutti si augurano.

A cavallo del nuovo millennio l’adventure conosce la sua più lunga e profonda crisi, caratterizzata da una serie di prodotti di basso profilo e dall’incasso sicuro sviluppati con lo stampino, senza guizzi creativi e, soprattutto, senza passione. In un contesto di questo tipo, le scelte tecniche e di game design finiscono per appiattirsi, e la riproposizione pedissequa della medesima struttura (visuale in prima persona, enigmi di logica, esplorazione solitaria) livella la qualità verso il basso.
In un tale contesto un titolo come “The Longest Journey” (1999, Funcom) è quindi visto come una mosca bianca all’interno del panorama videoludico: con a capo il giovane Ragnar Tørnquist, la produzione scandinava cerca di recuperare i punti di forza del periodo d’oro delle avventure grafiche e li mette al servizio di una vicenda lunga, elaborata ed estremamente ambiziosa. (altro…)

SPOILER ALERT

      Data la natura di approfondi- mento degli articoli inclusi in questo sito, è piuttosto semplice incappare in diversi spoiler (comprese delle anticipazioni sul finale dei titoli trattati). Se siete in cerca di recensioni più classiche e spoiler free, fiondatevi su Adventure’s Planet.

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