Interstate ’76

Mai scendere dall’auto: questo è il promemoria che un abitante delle zone a sud-ovest dell’America settentrionale conosce fin troppo bene. O almeno, dell’America alternativa dipinta dalla Activision in “Interstate ‘76”: un mondo divorato dalla criminalità in cui le forze dell’ordine sono invase dal cancro della corruzione e resta solo un gruppo di sparuti ostinati – noti come ‘I Vigilanti’ – a difendere la legge su veicoli da battaglia.

Il contesto è pesantemente influenzato dal solito “Mad Max”, la trilogia ‘on the road’ con Mel Gibson: anche in “Interstate ‘76”, infatti, alcuni anti-eroi assolvono il compito di fare giustizia sommaria ingaggiando scontri mortali con banditi – spesso macchiettistici – su auto corazzate e armate di tutto punto. Piuttosto che in un mondo post-nucleare, però, l’universo narrativo è ambientato – così come suggerisce il titolo – negli anni ’70. Tutto, dall’indovinatissima colonna sonora funk al look dei personaggi, richiama quel tipo di estetica e in particolare le produzioni televisive del periodo (come “Starsky & Hutch” e “Charlie’s Angels”).

L’introduzione, montata proprio come la sigla di un serial tv, presenta brevemente i protagonisti del gioco: dall’eroe magro con occhialoni e baffoni d’ordinanza al partner di colore con pettinatura afro e linguaggio da strada; dal meccanico abilissimo ma un po’ stonato all’affarista italiano senza scrupoli. La consapevole gamma di stereotipi si incastra alla perfezione nel mood anni ’70, il quale è arricchito con tanti piccoli particolari, come i pantaloni a zampa d’elefante del protagonista e lo stile ‘registico’ delle cutscene (rappresentate attraverso modelli decisamente rozzi per i personaggi e numerose animazioni). L’automobile che si pilota durante il gioco, una Plymouth Barracuda, finisce inoltre per ricordare la mitica ‘Generale Lee’ di “Hazzard”, somiglianza accentuata anche grazie alla scelta di inquadrature ammiccanti durante i salti fra una sponda e l’altra di un burrone.

Fedele alla sua tagline, “Interstate ‘76” va interamente giocato all’interno della propria – equipaggiatissima – vettura. Si tratta si uno shooter su ruote in cui lo stile di guida, pur restando fondamentalmente arcade, risulta comunque challenging a causa delle asperità del terreno e della necessità di mirare alle auto nemiche; inoltre, la componente sparatutto richiede una grande attenzione alla selezione e all’utilizzo dei vari elementi del veicolo (armi incluse) nonchè alla sua salute, donando quel tocco ‘simulativo’ che rende il gameplay più profondo.

Una certa varietà nelle missioni riesce inoltre a bilanciare un’intelligenza artificiale non certo eccelsa, e si passa da incarichi ‘vai a distruggi’ alla protezione di alcuni veicoli amici, fino ad arrivare alla difesa di posti cruciali come un distributore di benzina (alla maniera di “Mad Max”, infatti, l’accesso al carburante può fare la differenza fra la vita e la morte).

Nonostante presenti una grafica oramai attempata (specie negli scenari, sempre molto spogli) e diversi bug, il curioso mix di ispirazioni, l’appartenenza a un genere atipico e una buona varietà di gioco fa di “Interstate ‘76” un titolo (perlomeno) peculiare che riesce con successo a stamparsi nella nostra memoria videoludica.

 

INTERESSOMETRO: 3 punti su 5.

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